Il bicentenario del Passaggio di Napoleone
Il passaggio attraverso il Colle del Gran San Bernardo di un'armata di 60.000 uomini in condizioni climatiche proibitive, ha senz'altro causato negli abitanti della vallata sentimenti di stupore ed ammirazione, fino ad influenzarne, in modo profondo, l'immaginario collettivo.In effetti, nella vallata del Gran San Bernardo, ancora oggi, nei costumi tipici di Carnevale si ritrovano i segni e le sembianze delle divise napoleoniche. Nell'intento di riscoprire il passaggio di Napoleone in un'ottica valligiana, sono proposti, qui di seguito, alcuni testi di scrittori valdostani, per cogliere meglio l'importanza che questo fatto storico ha avuto nella vita e nella cultura di questi valdostani.
"…Il 19 maggio del 1800, a mezzanotte, Napoleone Bonaparte, primo console della Repubblica Francese, lasciò Martigny per risalire la vallata dell'Entremont in direzione del Colle del Gran San Bernardo. Era accompagnato dal corpo di guardia, dal segretario e da due canonici del Monte Jovis, responsabili della casa bernardina di Martigny: il priore, abbate Murith, ed il procuratore del priorato, abbate Terrettaz. Lungo la strada, si fermò alcuni minuti dal parroco di Liddes, abate Rausis. A Bourg-Saint-Pierre contattò una guida, Pierre-Nicolas Dorsaz, affinchè l'accompagnasse fino al Colle.
Le fonti scritte sono prevalentemente di tre tipi: · le testimonianze dirette contemporanee, il cui modello ci viene proposto dalle lettere di Napoleone e dei suoi generali, i resoconti redatti a soli fini militari, i diari di Pantaleone Bich e dell'arciprete di Saint Vincent , abbate Jean-Baptiste Freppaz; · le cronache scritte a cose avvenute dai personaggi coinvolti negli avvenimenti, per esempio, la relazione dell'arciprete di Gignod, François-Joseph Frutaz, le Memorie di Napoleone stesso e dei suoi generali, la Vita di Henry Brulard di Stendhal, ecc… · ed infine gli aneddoti dei testimoni di questo passaggio raccolti, qualche decennio dopo l'avvenimento, da ricercatori illustri quali Jean-Baptiste Gal ed i canonici Louis Vescoz e François-Gabriel Frutaz.
Alcuni tratti, molto diffusi quando concernono personaggi celebri, sembrano quasi attinti dall'agiografia: vengono indicati i luoghi dove Napoleone è passato, le case in cui ha alloggiato, le rocce contro cui si è appoggiato, le fontane a cui si è dissetato. Si conservano come delle reliquie i bicchieri che ha portate alle sue labbra, si arriva anche ad aggiungere il nome Bonaparte al proprio, come se fosse quello di un santo protettore. E' significativo notare come il nome proprio Napoleone si incontri molto spesso in Valle d'Aosta, soprattutto nella valle del Gran San Bernardo e nella Valpelline."
(tratto dal libro Joseph-Gabriel RIVOLIN )
"…Bonaparte concepì l'ardito progetto di portarsi rapidamente in Italia, attraversando il colle del Gran San Bernardo, nonostante le innumerevoli difficoltà che si opponevano a questa impresa cavalleresca e facendola ritenere impossibile. Preceduto da abili ingegneri, accompagnato dall'intero stato maggiore, circondato dalle guardie e seguito dalla più bella armata che la Francia abbia mai visto valicare le sue frontiere, Bonaparte arrivò così a Lausanna il 12 maggio 1800. Quando i suoi generali, durante il suo soggiorno a Lausanna, gli prospettarono l'impossibilità di far passare l'artiglieria attraverso il colle, l'audace rivale di Annibale e di Cesare rispose loro: "il possibile è alla portata di tutti, voglio osare l'impossibile". Il passaggio fu intrapreso, tutti gli ostacoli superati: dal 15 al 20 maggio la fanteria, la cavalleria, i bagagli ed i cannoni superarono il colle del Gran San Bernardo.
Una compagnia di operai del Genio smontavano a Bourg Saint Pierre i carri e gli affusti, numerandone i differenti pezzi. Un'altra compagnia stanziata a Saint Rhémy, dopo il passaggio della prima divisione, ricomponeva i carri e gli affusti, in seguito si continuava la marcia sulla strada che ridiveniva praticabile. Napoleone, che era partito da Parigi il 6 maggio, trasferitosi da Lausanna a Martigny, presso i Canonici del Gran San Bernardo, aveva diretto l'operazione del passaggio e del trasporto del materiale attraverso la montagna. Bonaparte, dopo aver dormito a Bourg Saint Pierre, il 20 maggio partì verso la montagna ancora prima che si facesse giorno. Arrivato all'Ospizio, si riposò tre ore , cenò e poi riprese il cammino verso Etroubles, dove passò la notte."L'abate Veysendaz disse: "Ad Etroubles, durante 15 giorni, passarono circa 3.000 uomini" e ancora "dopo otto giorni durante i quali passarono in continuazione delle truppe, Napoleone scese dal colle del Gran San Bernardo." Nello spazio di circa tre settimane, la montagna fu percorsa costantemente da distaccamenti più o meno numerosi dell'armata francese.