Caratterizzazione del percorso della "Via Francigena" e periferici
Percorso geografico. L'ingresso in Valle d'Aosta ed in Italia, avviene al Colle del Gran San Bernardo, quindi scende in località "cantine de Fontaine" per abbassarsi fino al borgo di Saint-Rhémy. Di qui attraversa il torrente e, lungo una strada agricola si porta a Saint-Léonard dove nei pressi della Chiesa Parrocchiale imbocca la mulattiera che scende a Cerisey. Si porta quindi a Barral da dove, dopo aver attraversato i pascoli, segue il rû Neuf de Cerisey fino all'ingresso di Saint-Oyen. Seguendo la mulattiera, transita accanto alla casa natale del Beato Jean Antoine Pellissier, attraversa il borgo di Etroubles quindi passa sulla destra orografica del Buthier e si porta a Echevennoz dessus da dove, lungo il rû Neuf, raggiunge Gignod. La discesa verso il capoluogo si svolge su una bella mulattiera, quindi passa accanto alla torre e prosegue toccando le frazioni Caravel, Chez-Courtil, Chez-Henry per proseguire, attraverso i frutteti, fino a raggiungere Chez Roncoz e quindi lungo la strada carrozzabile, Variney da dove prosegue poi verso la città di Aosta.

Percorso geografico, circuito ad anello. Il circuito ad anello si stacca dalla "Via Francigena" poco più in basso della loc. "Cantine de Fonteinte", segue il sentiero chiamato "Chemin des autrichiens", scende quindi lungo il bosco detto "Bois de sauvegarde" fino a toccare il borgo di Saint-Rhémy. Di qui procede lungo la strada agricola che sale a Plan Puitz e, senza raggiungere la sommità, scende poi, sul sentiero a Eternod, Paillex ed Etroubles. Dopo aver attraversato il borgo, l'itinerario segue il sentiero che sale a Bruson di Allein e scende al capoluogo. Mantenendosi a mezza costa raggiunge quindi Doues (crocevia di epoca romana) da dove prosegue per la località Frissonière per scendere a Valpelline. Di qui lungo il rû Pompillard raggiunge il Capoluogo di Roisan. Si abbassa nei pressi della Frazione Massinod e, lungo il rû Prévot, raggiunge Closellinaz. Il sentiero scende in riva al Torrente Buthier e lo attraversa sul ponte chiamato "di Calvino" per salire infine a Variney dove si ricongiunge con la "Via Francigena".

Aosta-Martigny dove si incontrano la Via Francigena e il Sentiero di Napoleone
Nel Cantone Svizzero del Vallese la Via Francigena inizia a salire la vallata del Rodano e della Drance verso il Passo del Gran San Bernardo. Si percorre l'itinerario della strada romana delle Gallie divenuta, in seguito, via di passaggio privilegiata tra il Nord Europa e l'Italia sulla quale lasciò innumerevoli ricordi anche l'esercito napoleonico. Un percorso ricco di stimoli paesaggistici e culturali che permette di addentrarci nell'ambiente alpino vero e proprio con i suoi boschi, i suoi pascoli e i segni di una economia agro-pastorale ancora attiva. Dalla cittadina di Martigny si salgono le vallate della Drance attraverso piccoli borghi che mantengono le caratteristiche di una volta: tracce delle antiche strade, resti di antichi insediamenti romani, monasteri e cappelle votive. La passeggiata è facilitata dalle indicazioni apposte dalla Federation Suisse Tourisme Pedestre (FSTP). Basta seguire i cartelli e arriviamo facilmente al Passo del Gran San Bernardo. La visita allo storico Ospizio è d'obbligo. Si possono vedere i famosi cani San Bernardo e il museo.
Nell'ingresso dell'Ospizio è ben visibile anche l'imponente tomba in marmo nella quale furono conservate per alcuni decenni le spoglie del generale Desaix, vero e proprio braccio destro di Napoleone nella battaglia di Marengo. Dall'Ospizio in poi entriamo in Italia. La discesa lungo il versante valdostano è altrettanto suggestiva e ricca di spunti di riflessione. Il sentiero, in molti punti si interseca con quello percorso fino a pochi anni fa dai contrabbandieri. Poi si scende a Saint-Oyen dove i canonici del Gran San Bernardo posseggono ancora una "dépendance" adibita a Casa Ospitaliera. Merita davvero una visita per ritemprare spirito e fisico. Ad Etroubles, poco più a valle si trova oggi l'unico punto informazioni attrezzato del comprensorio. Si possono ricevere utili suggerimenti per il proseguimento dell'itinerario che ci porterà a Gignod e poi ad Aosta.

Individuazione del "percorso ad anello" ed itinerari periferici
E’ importante sottolineare che il tratto della "Via Francigena" che percorre la Valle del Gran San Bernardo si situa in un più ampio contesto geografico, storico e socio-economico comprendente l’intero bacino del torrente Buthier e dei suoi affluenti, ossia l’intero territorio della comunità montana del Grand Combin. La Valpelline e la valle del Gran San Bernardo sono legate da vincoli solidi e antichi: il nome stesso di "Valpelline" deriva da "vallis renina", cioè la valle che conduceva al "Summis Peninus", vale a dire al Gran San Bernardo; e il Buthier, l’antico "Balteus", così si chiama perché il torrente che scende da Bionaz e l’Artanavaz (entrambi chiamati "Buthier" fino a tempi recenti) erano percepiti come un unico bacino idrografico a forma, appunto, di balteo. Inoltre, l’itinerario che collega la città di Aosta a Porossan, a Roisan e a Valpelline attraverso il cosiddetto "ponte di Calvino", reca tracce di insediamenti antichi e costituiva un’alternativa alla "via francigena" almeno per i trasferimenti a breve percorrenza, costituendo l’ossatura del sistema viario della signoria di Quart, parallelo e complementare alla "francigena". Nell’ottica della valorizzazione delle "vie della fede" e del recupero dei valori storico-artistici e ambientali che ad esse sono legate non si può quindi prescindere dal prendere in considerazione l’intero territorio della Comunità Montana, ricordando, ad esempio, che i titolari delle parrocchie di Roisan (San Vittore) e di Valpelline (San Pantalone) rimandano rispettivamente alla diffusione del culto dei martiri tebei lungo la "francigena" a partire da Saint-Maurice d’Agaune e alla venerazione per il medico martire orientale reso popolare in Occidente da quegli stessi crociati e pellegrini che percorrevano la "francigena". Inoltre nell’alta Valpelline hanno origine alcuni itinerari pedestri che conducono al santuario di Notre-Dame de Cunéi, meta di uno fra i più popolari pellegrinaggi mariani della Valle d’Aosta sin dal XVII secolo; e che vi si trova la cappella di Notre-Dame des Neiges di Vessonaz, che, per quanto sia di fondazione recente, attira anch’essa folti gruppi di pellegrini. Il percorso ad anello individuato, che definisce con la "Via Francigena" un circuito pedestre chiuso, attraverso un percorso all’adret e in parte lungo il tracciato di vecchi "rus" ed in parte lungo sentieri collegati da un unico comune denominatore, la presenza di costruzioni religiose d’interesse (Chiese parrocchiali, Cappelle e oratori), permette di creare insieme ai numerosi percorsi periferici una completa rete di vie religiose di diversa importanza, ma tutte estremamente collegate a mete religiose tradizionali della cultura locale. Nello specifico il percorso ad anello individuato interessa partendo da Aosta i Comuni di Roisan, Valpelline, Doues, Allein, Etroubles, Saint-Oyen e Saint-Rhémy-en-Bosses. Nel tratto del "percorso ad anello" che giunge alla parrocchiale di Valpelline si possono inoltre comodamente raggiungere il comune di Ollomont e la sua conca di By, nonché il comune di Oyace e quello di Bionaz; comuni, questi, caratterizzati da importanti reti sentieristiche.

Notizie utili
Località di partenza/arrivo
Martigny. Situata nella valle del Rodano, in Svizzera. Si raggiunge in treno da Brig-Sion oppure in auto dal valico o dal Traforo del Gran San Bernardo. Oppure, ancora, dalla cantonale Domodossola-Brig. In aereo da Ginevra o Losanna.
Aosta. Il Colle del Gran San Bernardo è servito da una linea di autobus, ma esclusivamente nella stagione estiva (metà giugno-metà settembre). Nel restante periodo la linea transita attraverso il Traforo del Gran San Bernardo. Ad Aosta esiste un terminal ferroviario ed un aeroporto turistico, altrimenti l’aeroporto più vicino è Torino. Facilmente raggiungibili anche Milano e Ginevra.

La Via Francigena
L’itinerario si snoda su sterrate, sentieri e qualche tratto di strada asfaltata.

Quando andare
Da metà giugno ai primi di settembre, ma è suggestivo anche il periodo primaverile (maggio) o invernale (dicembre), magari con le racchette da neve per il tratto più suggestivo: Saint-Oyen/Colle del Gran San Bernardo. Vale la pena di segnalare che da alcuni anni l’APT del Gran San Bernardo ha lanciato l’idea del "Capodanno al Colle" al quale partecipa un numero sempre crescente di persone desiderose di trascorrere un Capodanno insolito. La comitiva viene organizzata ed accompagnata da esperte guide alpine e da un cane San Bernardo. L’escursione avviene con le racchette da neve fornite dall’organizzazione. Si pernotta all’Ospizio e si rientra il giorno dopo.

Cosa vedere
Elementi di interesse storico e naturalistico

Attrezzatura ed equipaggiamento
Nel periodo estivo abbigliamento per passeggiate in alta montagna. Negli altri periodi chiedere informazioni all’APT.

Difficoltà
Non ci sono difficoltà particolari

Segnaletica
Tutto il percorso è ben segnalato. In parte (Svizzera) dalla FSTP con il segnavia giallo a rombi con indicazione dei tempi di percorrenza e dalla segnaletica della "Route Napoléon-Chemin historique" (marroncino). Da Orsières inizia la segnaletica del Tour des Combins a rombi bianco-rossi su territorio svizzero e gialla su quello italiano. Dal Colle del Gran San Bernardo si può seguire la segnaletica gialla TAM sino ad Aosta.

Cartografia
1:50.000 della Kompass foglio 95 del Monte Bianco
1:50.000 della Kompass foglio 87 Breuil Cervinia
1:50.0000 dell’Ente Svizzero pro-sentieri (272 e 282)
1:30.000 dell’Istituto Cartografico Valdostano a cura dell’APT del Gran San Bernardo