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Cultura e Tradizione
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Ricerca Carnevale
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 Monumenti
 Allein
Casa medievale di Ayez

Questa casa-monumento, risalente al XV secolo, è interamente in pietra a vista ed è costruita quasi senza far uso di malta. L´edificio presenta alcune interessanti finestre in pietra lavorata, con il caratteristico motivo a chiglia rovesciata. Recentemente ristrutturata ospiterà la sede della biblioteca di Allein.
  
 Allein
Chiesa parrocchiale
Pare che la chiesa originaria, situata nella frazione Villa, risalisse al 1307; sappiamo però che i problemi di smottamento del terreno resero necessarie numerose ricostruzioni, una prima volta nel 1433 e poi nel 1525, ma all´inizio del secolo scorso la chiesa era di nuovo pericolante. Si decise perciò di costruirne una nuova in una sede diversa, e due anni dopo venne consacrata quella che è ancora l´attuale chiesa. All´interno della chiesa sono presenti numerosi oggetti sacri che probabilmente provengono dalla chiesa precedente, tra cui un crocefisso da arco trionfale del XIV secolo, una statua di Sant´Antonio abate e un reliquiario in argento del XV secolo.
Tratto da: "La Valle del Gran San Bernardo. Storia, natura, itinerari" Edizioni Kosmos
  
 Bionaz
Chiesa parrocchiale di Santa Margherita
La chiesa venne realizzata nel 1694, come si apprende dalla scritta scolpita sullo spigolo meridionale, ingrandendo la primitiva cappella del 1617, che già nel 1640 era divenuta chiesa parrocchiale. Anche il campanile è della fine del XVII secolo ed è stato restaurato nel 1964. All’interno della chiesa è possibile ammirare: sulla facciata e nel presbiterio affreschi e dipinti del pittore genovese Ettore Mazzini, sepolto nel cimitero di Bionaz; l’altar maggiore, in stile barocco, in legno parzialmente dorato; l’altare laterale di sinistra, del XVIII secolo, bell’esempio di stile barocco valdostano, con una statua di Madonna con bambino del XVII secolo, circondata da medaglioni raffiguranti i misteri del Rosario; restaurato nel 1990; nella piccola vetrina-museo all´interno della chiesa sono raccolti alcuni oggetti di arte sacra tra cui una pianeta del secolo XVII che apparteneva alla cappella di La Lechère. Si tratta di un dono dell´arcivescovo di Parigi, Monsignor Leclerc de Juigné che, fuggito dalla sua diocesi ai tempi della rivoluzione francese, aveva attraversato il Col Collon per rifugiarsi a Bionaz.
Notizie tratte da: "La Valpelline. Storia, natura itinerari" Edizioni Kosmos
  
 Doues
Castello di La Crête
Si trova nel villaggio di La Crétaz, poco prima del capoluogo. Era l’abitazione dei signori di La Crête. La parte più interessante è la torre circolare, ben visibile dal cortile interno dell’antico edificio.
Non visitabile.
  
 Doues
Chiesa parrocchiale
La parrocchia di Doues esisteva già nel 1176, come risulta da una bolla di papa Alessandro III°. In un primo tempo era unita con quella di Allein, dalla quale non si sa quando si separò. La prima chiesa di Doues, dedicata a San Pietro, si trovava nel villaggio di La Cerise. Poi, forse tra 1300 e 1400, la chiesa venne spostata nel capoluogo, probabilmente perché una frana minacciava l´edificio. Accanto a San Pietro venne aggiunto come patrono, fino al 1550, anche San Biagio. L´attuale chiesa è stata costruita nel 1790 ed è stata dedicata a quest´ultimo santo. Nella chiesa è incorporata una cappella, preesistente, fatta costruire dai signori de La Crête, dove si trova la loro tomba.
Tratto da: "La Valpelline. Storia, natura itinerari" Edizioni Kosmos
  
 Étroubles
Chiesa parrocchiale
La chiesa è già citata nella bolla del 1177 di papa Alessandro III come dipendente della prepositura del Gran San Bernardo, nonostante che il vescovo vi vantasse dei diritti. Quasi tutti i parroci furono canonici del Gran San Bernardo fino al 1752, quando una bolla papale di Benedetto XIV assegnò tutti i beni di quella prepositura all´Ordine Mauriziano. Da quel momento fu il Re, in qualità di Gran Maestro dell´Ordine di San Maurizio, a nominare il parroco del paese. Nel 1929, con il concordato tra Stato e Chiesa, la parrocchia di Étroubles passò infine sotto la giurisdizione vescovile. La chiesa parrocchiale primitiva sorgeva nello stesso posto di quella attuale ma orientata in senso Est – Ovest, con l´altare posto ad est. Vi si accedeva da una porta del campanile, che ora è invece separato dalla chiesa. A causa delle ridotte dimensioni e dello stato di degrado in cui versava, fu demolita e sostituita dall´attuale, costruita nel 1814, con l´altare posto a nord. Il campanile è stato realizzato nel 1480 da Yolli de Vuetto, un capomastro di Gressoney, autore anche, tra il 1481 e il 1485, di quello di Gignod.
Tratto da: "La Valle del Gran San Bernardo. Storia, natura, itinerari" Edizioni Kosmos
  
 Étroubles
Torre di Vachéry
Si trova nella frazione Vachéry, da cui ha preso nome la famiglia proprietaria della torre. E’ un edificio a pianta quadrata, con mura in pietra spesse quasi due metri e aperture caratterizzate da particolari architettonici degni di nota
Non visitabile.
  
 Gignod
Casa Caravex
è sita nella frazione omonima. Recentemente restaurata, è adibita a sede di esposizioni.
  
 Gignod
Casa forte Archiery
Si trova lungo l’antica strada per il Gran San Bernardo ed è appartenuta all’antica famiglia Archiery. Presenta alcune finestre artisticamente lavorate.
Non visitabile
  
 Gignod
Chiesa parrocchiale di Sant´Ilario
La parrocchia di Gignod è attestata da una bolla di Papa Alessandro III° del 1176. La chiesa attuale tuttavia pare risalire a non oltre il XV secolo. Il campanile è stato costruito tra il 1481 e il 1485 da un capomastro di Gressoney, Yolli de Vuetto, che aveva appena terminato la realizzazione di quello della vicina parrocchia di Etroubles.
Durante i lavori di restauro del 1895 sono stati scoperti alcuni pregevoli affreschi, tra cui una deposizione. Una bella vetrata del XVI secolo, originariamente collocata sulla facciata della chiesa, è ora conservata al suo interno. L’opera ha avuto come committenti Stefano d’Avise e sua moglie Pernette, vissuti nel Cinquecento, che sono ricordati in un’iscrizione.
Notizie tratte da: "La Valle del Gran San Bernardo. Storia, natura, itinerari" Edizioni Kosmos
  
 Gignod
Torre medioevale
Questa torre a pianta quadrata, che si trova a sud del capoluogo, risale probabilmente al XII-XIII secolo.
Non visitabile
  
 Ollomont
Chiesa parrocchiale
Originariamente aveva una sola navata, a cui le due laterali furono aggiunte nel 1868. Lo stile è barocco e lo sviluppo in altezza inconsueto per una chiesa di montagna (di solito sono piuttosto basse per evitare la dispersione del calore).
Il quadro dell´altare maggiore è opera di allievi della Reale Accademia Albertina di Torino; il battistero ed il pulpito sono opera dello scultore Fumasoli di Aosta. Sulla balaustra davanti all´altar maggiore sono scolpiti nel marmo gli stemmi dei baroni Perrone di San Martino, proprietari della miniera di rame di Ollomont e benefattori della chiesa.
Notizie tratte da: "La Valpelline. Storia, natura, itinerari.” Edizioni Kosmos
  
 Oyace
Chiesa parrocchiale
La chiesa ha al suo interno alcuni affreschi su eternità del 1914, opera del pittore Margotti; in uno di questi, che rappresenta la moltiplicazione dei pani, è ritratta la località di Oyace denominata s-lle. L’altare è in stile barocco, privo però degli angeli originari, che ne sono stati asportati.
Notizie tratte da: "La Valpelline. Storia, natura itinerari" Edizioni Kosmos
  
 Oyace
La Tornalla
Questa torre, l’unica a pianta ottagonale in Valle d’Aosta, viene citata già in un documento del 1197 che parla di un "allodio ad Ayacy" donato da un certo Ricalmo alla chiesa di Sant´Orso. Appartenuta prima a dei non meglio precisati Signori di Oyace, fu fatta smantellare da Amedeo IV, conte di Savoia. La torre sarebbe stata costruita da un gruppo di Saraceni, rifugiatisi in Valpelline intorno al 1000 d.C.
Non visitabile
  
 Roisan
Casa forte di Rhins
Questa casa forte risale al 1100 e dominava il piccolo feudo del Vescovo di Aosta. L´edificio è da molto tempo trasformato in abitazione rurale ma conserva ancora, nella struttura architettonica, l´aspetto di casa forte.
Non visitabile.
  
 Roisan
Chiesa parrocchiale di San Vittore
La chiesa risale al XV secolo. Il campanile è stato probabilmente costruito su una torre preesistente. Sulla facciata è rappresentato San Vittore, soldato romano martire della legione Tebea, cui è dedicata la parrocchia; un´altra statua dello stesso santo, di notevole valore artistico, è stata recentemente restaurata e provvisoriamente esposta nel Museo della cattedrale di Aosta, in attesa che venga realizzato il museo parrocchiale di Arte Sacra.
Tratto da: "La Valpelline. Storia, natura, itinerari." Edizioni Kosmos
  
 Saint-Oyen
Château Verdun
Strada Flassin, 1
11010 Saint-Oyen (AO)
Telefono: 0165.78247
Eretto tra il X e il XI secolo, nel 1137 l’edificio fu donato da Amedeo III di Savoia ai Canonici dell’Ospizio del Gran San Bernardo, che se ne servirono come stazione di sosta e fattoria alle dipendenze dell’Ospizio stesso. Oggi Château Verdun ospita, oltre ad alcuni canonici, singoli e gruppi interessati a periodi di studio e di riflessione, nonché qualche incontro scientifico.
L’edificio, a pianta quadrata con la caratteristica copertura a quattro spioventi, possiede arredi di notevole interesse. I locali interrati presentano pregevoli volte a botte e a crociera.
Visitabile su richiesta.
Ingresso gratuito
  
 Saint-Oyen
Chiesa parrocchiale di Sant´Eugendo
La parrocchia di Saint-Oyen (il nome deriva da Sant’Eugendo, abate francese del VI secolo) è presumibilmente stata fondata tra il 1137 e il 1176, anno in cui essa compare in una bolla papale di Alessandro III come parrocchia dipendente dal vescovo. La chiesa è stata ricostruita nel 1820 e restaurata nel 1990. Essa conserva un bellissimo reliquiario in argento, parzialmente dorato e arricchito di cristalli incastonati, risalente al XVII secolo e realizzato da un artista svizzero, donato nel 1636 alla chiesa dal prevosto del Gran San Bernardo Roland Viot.
Notizie tratte da: "La Valle del Gran San Bernardo. Storia, natura itinerari" Edizioni Kosmos.
  
 Valpelline
Chiesa parrocchiale
La chiesa è stata costruita nel 1722. È a tre navate divise da colonne monolitiche in pietra. Al suo interno si possono osservare: il portale di pietra con porta a pannelli intagliati, sormontato da una statua di legno del patrono San Pantaleone, che ha preso il posto di quella originaria del XVIII secolo, ora restaurata e custodita nel piccolo museo all´interno della chiesa stessa; l´altare maggiore e le balaustre risalgono al XVIII secolo e sono dono del conte Perrone, allora proprietario delle miniere di Ollomont. Lo stesso conte avrebbe donato anche la tela che sovrasta l´altare maggiore, un dipinto di scuola fiamminga raffigurante la vergine e i santi eletti protettori della parrocchia nelle diverse epoche; il battistero con vasca di pietra del XV secolo; il pulpito in legno con pannelli intagliati del XVIII secolo; il piccolo museo posto a destra dell´entrata custodisce vari oggetti di arte sacra di notevole valore storico. Il campanile, costruito anch´esso nel 1722, era dotato in origine di otto campane, ma Napoleone Bonaparte ne requisì cinque per fonderle e trasformarle in cannoni.
Notizie tratte da: "La Valpelline. Storia, natura, itinerari" Edizioni Kosmos
  
 Valpelline
La prebenda
Si trova sulla destra dell’edificio scolastico e venne costruita nel 1744, come indica la data scolpita sull´architrave della porta d´entrata. Fungeva da abitazione al prebendario che, tra i suoi compiti, aveva anche quello di insegnare a leggere e a scrivere ai giovani.
  
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